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EMERGENZA TERREMOTO DE L'AQUILA

Il GMG è stato coinvolto dal Dipartimento della Protezione Civile Nazionale per analisi degli effetti del sisma del 6 Aprile 2009, noto come terremoto de L’Aquila. In questo contesto, è stata installata una stazione totale robotizzata (RTS) nella località di Paganica (circa 5 km dalla città de L’Aquila), presso la quale una condotta idrica è stata fortemente danneggiata dall’evento sismico principale.

Il sistema di monitoraggio è stato installato il 24 Aprile 2009 nell’intento di misurare eventuali deformazioni post-sismiche che avrebbero potuto causare altri danni alla condotta stessa. La RTS ha misurato in continuo per circa un anno gli spostamenti occorsi ad un set di nove prismi ottici con un tempo di campionamento nell’ordine di 2-4 ore. Gli spostamenti rilevati sono in accordo con quelli rilevati da un’analisi interferometrica SAR differenziale effettuata partendo dai dati acquisiti dalla piattaforma satellitare Cosmo-SkyMed, relativa alla stessa area e al medesimo periodo investigato in questo lavoro. Inoltre, nonostante l’area monitorata dalla RTS fosse spazialmente limitata, le analisi effettuate forniscono informazioni dettagliate sul comportamento post-sismico della faglia riattivata durante l’evento principale. Infatti, il decadimento esponenziale degli spostamenti e dello strain sismico rilasciato nell’area evidenziano un comportamento analogo, con fattori di cross-correlazione dell’ordine dello 0.86-0.97. I risultati supportano l’ipotesi che, dopo il terremoto de L’Aquila, le deformazioni post-sismiche siano da attribuire soprattutto a fenomeni di afterslip della faglia, mentre fenomeni di deformazione dovuti a processi poroelastici e viscoelastici sono stati sostanzialmente ininfluenti.